L'Albero di Giuda, spettacolo tra natura e leggenda

La primavera è arrivata: il paesaggio della Valnerina è tornato a colorarsi del verde delle foglie nuove, del blu limpido del cielo e di tutte le tonalità dei fiori appena sbocciati; a questa tavolozza di meraviglie se ne aggiunge, anche se solo per qualche giorno, una davvero particolare che non passa certo inosservata…

L'ALBERO DI GIUDA, SPETTACOLO TRA NATURA E LEGGENDA

Chiunque si trovi a passare in Valnerina durante i primi giorni di primavera ha la possibilità di ammirare uno degli spettacoli più suggestivi che questa terra sia in grado di offrire: parliamo dell’Albero di Giuda (o di Giudea), una vera esplosione di petali fucsia la cui fioritura, purtroppo, dura solo una decina di giorni.

Questa pianta, una delle più particolari al mondo, ha tra le sue caratteristiche principali la caulifloria (ovvero i fiori sbocciano direttamente dalla corteccia) ed è molto diffusa in Valnerina e su tutta l’area appenninica a bassa quota.

Ciononostante, non sono questi i luoghi a cui sono legate le sue origini: secondo la tradizione, infatti, l’arrivo dell’Albero di Giuda nelle nostre zone è da attribuirsi alla massiccia migrazione di monaci provenienti dalla Siria avvenuta attorno al VI secolo.
Questi monaci hanno lasciato anche tracce di altro genere: è infatti dovuta a loro la costruzione di numerosi centri monastici e cenobitici, di cui resta testimonianza tra le pietre di numerose chiese e abbazie tuttora visibili in molti punti del nostro territorio.

Albero di Giuda è il nome popolare del siliquastro ed è dovuto a cause che variano a seconda delle leggende ad esso legate.
Secondo una di queste, pare che derivi da un errore di trascrizione (il nome originale, secondo questa versione, sarebbe stato “Albero di Giudea”).
La tradizione più diffusa, però, è quella secondo cui proprio sotto quest’albero Giuda baciò Gesù, tradendolo e decretando la sua condanna a morte; dopo la crocifissione, è proprio ai rami di questa pianta che Giuda, in preda al rimorso, si impiccò.
C’è poi chi ritiene che il nome sia legato ai particolari tempi di fioritura di questa pianta, proprio per il fatto che non genera boccioli destinati a schiudersi ma, al contrario, i fiori spuntano improvvisamente: è un albero che fiorisce da un momento all’altro, in modo improvviso, quasi un piacevole “tradimento” (da qui, il richiamo a Giuda) delle aspettative di chi lo osserva.
Infine, esistendo in natura anche una variante a fiori bianchi, c’è chi sostiene che il colore acceso dei fiori sia dovuto al sangue versato da Gesù sulla croce o a quello di Giuda suicida.

Il nome scientifico, Cercis Siliquastrum, si riferisce al baccello che matura dai suoi fiori, che si chiama, appunto, siliqua. Cercis, invece è una parola di origine greca che significa spola o navetta, proprio in riferimento alla forma allungata dei baccelli che ricorda la spola di un telaio.
I fiori durano circa 10 giorni, dopo i quali essi lasciano spazio ai baccelli e alle foglie.
Anche le foglie sono particolari con la loro romantica forma a cuore: ecco spiegato il motivo per cui in Spagna è chiamato “l’Albero dell’Amore”, e si ritiene che baciarsi sotto un Albero di Giuda possa portare buona sorte alla coppia di innamorati.

Insomma, quest’albero è uno spettacolo naturale associato a un vero patrimonio storico, fatto di storia, di tradizione e di leggende che nessuno potrà mai verificare del tutto. Ah, se gli alberi potessero parlare…!
Per ora, godiamoci questo effimero spettacolo mozzafiato che si ripete, meraviglioso, di anno in anno.
Vi aspettiamo in Valnerina!